Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Cavallera

Parco Locale Agricolo della Cavallera

Territorio

Il parco locale di interesse sovracomunale della Cavallera (P.L.I.S.), nasce grazie all'intesa tra i comuni di: Arcore, Concorezzo, Villasanta e Vimercate. Il parco occupa un'area di quasi 650 ettari  e tutela un territorio caratterizzato da una spiccata vocazione agricola e dalla presenza di numerosi nuclei rurali, omogeneamente distribuiti, costituiti da cascine di antica origine.

La sede del parco si trova nel municipio di Vimercate che svolge la funzione di comune capofila.

Il parco si colloca all'interno di un reticolo di aree protette che vede la presenza del Parco regionale della Valle del Lambro ad est, il Parco Locale dei colli Briantei a Nord e il Parco locale del Molgora ad Ovest. Per questa sua posizione strategica il parco, seppur costituito da un territorio profondamente modificato dall'uomo, costituisce un corridoio ecologico di grande importanza all'interno del reticolo di aree protette della provincia di Monza Brianza.

Il territorio del Parco ha una vocazione prettamente agricola e malgrado l'elevato grado di urbanizzazione degli ultimi decenni, conserva tuttora spazi aperti di notevole dimensione.

Le coltivazioni più diffuse sono quelle a frumento e mais ed accanto a queste trovano spazio produzioni d iqualità quali la patata di Oreno, i prodotti orticoli, il vino.

Nel Parco non vi sono estese formazioni boschive, ma sono invece presenti, in buon numero, filari di alberi a delimitare il reticolo dei campi. 

Comuni

  • Provincia di Monza e Brianza:

Arcore,Concorezzo, Villasanta e Vimercate

Fauna

Chiunque osservi il territorio del Parco non può fare a meno di notare le grandi distese aperte che lo contraddistingiono: campi coltivati, aree incolte, filari e boschetti.

Si tratta di ambienti ecologicamente abbastanza poveri ma che comunque risultano favorevoli per la presenza di numerose specie di uccelli, si va dai rapaci come il Gheppio e la Poiana, ai passeriformi come il Saltimpalo o l'Allodola per finire con i corvidi come l'onnipresente Cornacchia Grigia.

Per il resto la fauna presente nei campi è molto ridotta anche a causa dell'impiego di sostanze chimiche durante i vari cicli delle lavorazioni agricole.

Il parco ha di recente avviato un progetto per il recupero delle siepi proprio al fine di aumentare il grado complessivo di biodiversità dell'area.

 

Flora

La flora di pregio sopravvive solo lungo i filari che delimitano le strade poderali ed in piccoli, isolati boschetti. In queste zone sopravvivono alberi tipici delle foreste di pianura, oltre alle onnipresenti Robinie (Robinia pseudoacacia), troviamo la quercia farnia(Quercus robur), il Carpino bianco (Carpinus betulus), l’Acero campestre(Acer campestre), l’Olmo (Ulmus minor), il nocciolo (Corylus avellana).
Di particolare rilievo la presenza di filari di Gelsi (Morus alba), testimonianza di una economia tradizionale fondata sulla coltivazione di questi alberi per l’allevamento dei bachi da seta.

Più diffusi invece gli arbusti spontanei come il Biancospino (Crataegos monogyna), il Sanguinello (Cornus sanguinea), il Sambuco (Sambucus nigra).

Punti di interesse storico-architettonico

Tra le numerose cascine presenti nel territorio particolare importanza riveste la cascina Cavallera che dà il nome al parco.
La Cascina fu costruita nella parte occidentale del territorio di Oreno alla fine del ‘500 e si tratta di uno dei migliori esempi di cascina pluriaziendale brianzola ancora esistenti. 

 Il territorio dove sorge la cascina era un tempo profondamente diverso da quello che possiamo vedere oggi. Ricoperto da una fitta boscaglia rappresentava una riserva di caccia ideale ed ospitava storni, lepri, fagiani ed abbondante selvaggina. I boschi erano fitti e composti perloppiu' da querce e carpini.

Proprietario di queste terre era il Sovrano Ordine Militare di Malta che le aveva assegnate in usufrutto ad alcuni membri della famiglia Scotti: Bernardino e Ottaviano, Cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano. In seguito, la famiglia Scotti decise di disboscare una vasta superficie da destinare a campi coltivati, ottenendo con on questo intervento una gran quantità di legname e terra argillosa.
Per utilizzare queste risorse i conti Scotti fecero costruire un’apposita fornace, la Cascina Pignone, per trasformare l’argilla in mattoni che servirono, tra l'altro, anche a costruire il campanile del Duomo di Monza. E’ sempre con questi mattoni che i conti Scotti fecero costruire in seguito, sempre nel territorio di Oreno, la Villa Gallarati-Scotti, la Cascina Varisco e nel 1591 la Cascina Cavallera (nel ‘700 chiamata Cassina Cavagliera in onore all'Ordine di Santo Stefano).

Link

Sito web del parco: www.parcocavallera.it


Le foto delle sezioni Flora e Fauna sono di Luca Fantoni e Danilo Porta


 


ALLEGATI