Villa Ravizza

Villa RAVIZZA

Nel binomio villa-giardino è in questo caso noto soprattutto il giardino. Esso fu creato nei primissimi decenni del secolo da Mansueto Ravizza con l'aiuto dell'arch conte Ludovico Belgioioso, probabilmente quando furono unificate in una unica villa alcuni fabbricati di epoca eclettica e a questa, pur circondata da un dignitoso giardino, si volle collegare la collinetta retrostante, adiacente il parco Borromeo e separata da una via pubblica. Fu un intervento paesistico sullo stile di quelli settecenteschi per la sua grandiosità; ma mentre quelli erano concepiti come cornice fondale o introduzione del fatto architettonico questo, anche per motivi logistici, sembranella sua cornice fastosa essere fine a se stesso, perché avulso dalla villa, sia materialmente che otticamente e quindi di difficile godimento.
Il raccordo tra casa e giardino avviene da un balcone che corre lungi il primo piano della villa e che si allarga a terrazza e sfocia nella scenografica scalinata a tenaglia che si alza per tre rampe successive fino alla sommità della breve e ripida collinetta ingigantendola e creandole una monumentalità che abbiamo visto non trovare riscontro nella casa.
Tutto l'apparato decorativo, balaustre in cemento e pietra traforata o in ferro battuto, statue, vasi, fontane e mosaici ne completano la ricchezza e la suggestione barocca al punto che questo giardino (tra i più suggestivi e curati della Brianza) è stato considerato di matrice settecentesca da più di uno specialista, mentre è interessante notare come i suoi ideatori abbiano ricorso ai nuovi materiali che l'epoca andava offrendo, come il cemento ed il porfido, uso che il revival barocchetto a cavallo tra i due secoli sperimentava, e sollecitava come innovazione tecnica.
Sulla cima pianeggiante una galleria di carpini e una sapiente distribuzione arborea collegano senza soluzione di continuità questo parco a quello adiacente della villa Borromeo e a quello più lontano della Cazzola.