Villa San Martino

Villa SAN MARTINO

Le Origini
L'Antico monastero benedettino di San Martino fu acquistato dai Giulini nel 1713. Si trattava di una proprietà molto estesa, comprendente diversi edifici e terreni rurali per una novantina di ettari. Ad effettuare l'acquisto fu il conte Giorgio Giulini(1661-1727), che operò anche un primo restauro della villa conservando alcune strutture architettoniche originarie del monastero.
I Giulini, originari di Giulino(Mezzegra), sul lago di Como, si erano trapiantati a Milano nel Seicento e stavano diventando una delle famiglie più illustri del patriziato milanese.
Per le poche notizie disponibili - e sapendo d'altra parte che la famiglia gravitò principalmente intorno ad un altro dei suoi diversi possedimenti, la villa di Boffalora sul Ticino -, si ha l'impressione che la villa di Arcore restasse scarsamente utilizzata, almeno fino alla seconda metà del Settecento, quando la ereditò un altro dei Giulini, anch'egli di nome Giorgio(1714-1787). Qust'ultimo fu uno storico famoso, fra l'altro, anche per lo studio di una lapide originaria della chiesa di Sant'Apollinare, che per diversi proverebbe una origine romana di Arcore.
Nel 1848, alla morte di un altro discendente dei Giulini, pure di nome Giorgio, la villa venne ereditata dalla figlia Anna Giulini della Porta, sposata dal 1840 con Camillo Casati. Da allora villa San Martino rimase nelle mani dei Casati. Iscrizioni, ritratti, quadri, dipinti, affreschi e sculture sono rimaste nella villa quali testimonianze e vestigia della particolare sensibilità all'arte ed alla cultura della famiglia Giulini dal Settecento in poi.

I Casati
Il nome dei Casati, famiglia dell'antica aristocrazia milanese, ricorre ripetutamente nelle vicende risorgimentali. Fratelli di Camillo furono: Teresa Casati, moglie di Federico Confalonieri, famoso patriota liberale; e Gabrio Casati, presidente del governo provvisorio lombardo dopo le Cinque Giornate di Milano e che legò il suo nome alla riforma della scuola in Italia(legge Casati) in vigore fino al 1923.
Camillo Casati(1805-1869) oltre a ricoprire diverse cariche in Milano fu consigliere municipale di Arcore dove esercitò un notevole peso e svolse un ruolo di primo piano nel promuovere la costruzione della ferrovia Monza-Lecco.
Nel novecento la villa appartenne ad Alessandro Casati(1881-1955) che fu tra i protagonisti delle vicende culturali e politiche dall'età giolittiana alla Resistenza.
Partecipò volontario nella guerra 1915-1918 facendo anche parte dell'Alto comando della II Armata e, nel dopoguerra divenne senatore e successe a Gentile come ministro della pubblica istruzione(1924). Dopo aver fiancheggiato il fascismo dei primi anni, nel 1925 se ne staccò e si ritirò dalla vita pubblica dedicandosi agli studi storici ed eruditi.
Nella residenza di Arcore, nel periodo fra le due guerre mondiali, il Casati, insieme alla moglie Leopolda Incisa della Rocchetta e con il figlio Gianni Alfonso erano soliti trascorrere lunghi periodi della bella stagione.
Dopo che un bombardamento nel 1943 aveva danneggiato gravemente e reso inabitabile la casa milanese, il Casati - che dal 1942 era tornato alla politica attiva - fece della villa di Arcore la sua dimora principale e luogo di incontro di amici e personalità del tempo, primo fra tutti Benedetto Croce, affezionatissimo amico di famiglia, che vi si tratteneva anche per lunghi periodi.
Dopo l'8 settembre 1943 il Casati partecipò alla lotta clandestina contro il nazi-fascismo, in cui perse l'unico figlio. Ministro della guerra nel 1944-45, quindi deputato alla Costituente, dal 1948 al 1953 ricoprì importanti cariche istituzionali.
Negli anni '70 gli eredi Casati, anche a seguito di tragiche vicende familiari, cedettero la villa. L'acquirente ed attuale proprietario è Silvio Berlusconi.

La villa centro dell'attività politica di Berlusconi
Diventato proprietario della villa, Berlusconi ne cura il completo restauro, conservativo per la parte più antica, e di ripristino o ricostruzione per le parti alterate o rese fatiscenti negli ultimi decenni.
La residenza è utilizzata non solo come abitazione privata, ma anche come luogo di lavoro e in essa hanno trovato sede uffici e attività del gruppo Berlusconi.
Dopo l'ingresso nella vita politica dell'imprenditore milanese, l'uso pubblico della residenza si è accentuato e villa San Martino ha acquisito una straordinaria celebrità. Negli anni '90 la villa diventa uno dei centri fondamentali dell'attività politica di Berlusconi: il binomio Berlusconi-Arcore è ormai per tutti inscindibile.
Nel 1994, durante il periodo del governo Berlusconi, villa San Martino è meta di personalità politiche di rilevanza nazionale ed internazionale e la conseguente presenza di fotografi e operatori televisivi ha portato le immagini della villa e del suo parco in tutto il mondo.