EMERGENZA CORONAVIRUS - INFO e PRESCRIZIONI - Comune di Arcore (MB)

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EMERGENZA CORONAVIRUS - INFO e PRESCRIZIONI

 
EMERGENZA CORONAVIRUS - INFO e PRESCRIZIONI

 

 

Aggiornamento del 27 marzo

 

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha disposto con Ordinanza regionale del 21 marzo, successivamente integrata dalle Ordinanze del 22 e 23 marzo, alcune ulteriori limitazioni ancora più stringenti per contrastare la diffusione del coronavirus.

In virtù dell'art. 2 del decreto legge 19/2020, le disposizioni previste nell’ordinanza restano in vigore fino al 5 aprile 2020 (anziché fino al 15 aprile, come inizialmente indicato nell’ordinanza regionale).

Le disposizioni regionali sono state condivise con i sindaci dei capoluoghi della Lombardia, ANCI Lombardia, UPL e con il Tavolo del Patto per lo Sviluppo.

 

Di seguito le principali misure previste, integrate con le disposizioni nazionali in vigore:

  • il divieto di assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici. Deve comunque essere garantita la distanza di almeno un metro. In caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa di euro 5.000,00;
  • sono sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità (individuate nell’allegato 1 dell’Ordinanza del 21 marzo ed elencate di seguito), sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media o grande distribuzione e nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole attività di prima necessità; In ogni caso deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  • la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti, per tutti i prodotti (alimentari e non);
  • la sospensione delle attività dei servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) non elencate all'allegato 2 dell'ordinanza del 21 marzo;
  • la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere di prodotti o servizi essenziali;
  • la chiusura delle attività degli studi professionali, salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • la chiusura di tutte le strutture ricettive (Hotel, alberghi, b&b, etc.):gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza del 22 marzo. La chiusura si applica anche ai residence, agli alloggi agrituristici e alle locazioni brevi per finalità turistiche. Le strutture possono restare aperte per esigenze collegate alla gestione dell’emergenza (pernottamento di medici, isolamento di pazienti, ecc.), compreso il regolare esercizio dei servizi essenziali. È consentito nelle strutture ricettive il soggiorno delle seguenti categorie:
  • personale in servizio presso le stesse strutture;
  • ospiti che vi soggiornano per motivi di lavoro in uno dei servizi per cui non è disposta la chiusura o la sospensione dell’attività;
  • personale viaggiante di mezzi di trasporto;
  • ospiti costretti a prolungare il soggiorno per cause di forza maggiore che non consentano il trasferimento nei termini suindicati;
  • soggetti aventi residenza anagrafica nelle stesse strutture;
  • soggetti che assistono persone malate o ricoverate in strutture sanitarie;
  • soggetti che hanno stipulato, antecedentemente al 22/3/2020, un contratto con la struttura ricettiva per il soggiorno nella struttura stessa.

Possono restare aperte anche le strutture e gli alloggi per studenti universitari e le strutture per il soggiorno a fini assistenziali e solidaristici.

  • il fermo delle attività nei cantieri edili. Possono continuare i lavori: i cantieri legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre a quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • la chiusura dei distributori automatici «h24» che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni;
  • l’obbligo - se si esce con il cane - di rimanere entro i 200 metri da casa;
  • la chiusura di parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici.

Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere nonché agli Enti e Amministrazioni pubbliche, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea.

 

Il Decreto del Consiglio dei Ministri del 22 marzo prevede inoltre, fino al 3 aprile il divieto di trasferimento o spostamento ad altro Comune, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Rimane consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. 

 

Si ricorda che è possibile contattare il numero 1500 per richieste di informazioni e il numero verde 800 894 545 solo se si ritiene di avere dei sintomi della malattia.


 

Si rimanda alla Gazzetta Ufficiale per tutti gli altri atti del Governo recanti misure urgenti per il contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 

 

 

Attività commerciali al dettaglio aperte

 

Rimane garantita l’apertura delle seguenti attività commerciali (allegato 1 dell’Ordinanza del 21 marzo 2020):

- negozi di alimentari
- edicole
- farmacie e parafarmacie
- commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo (codici Ateco; 47.2 e 47.4);
- commercio al dettaglio di carburante:
- commercio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico;
- commercio al dettaglio di articoli igienico sanitari;
- commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione;
- commercio al dettaglio di articoli medica, articoli di profumeria, piccoli animali domestici, materiali per ottica e fotografia, saponi, detersivi
- Lavanderie
- Servizi di pompe funebri.
- Vengono garantiti «i servizi bancari, finanziari, assicurativi»

 

 

Attività produttive e servizi essenziali

 

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020, prevede la sospensione, fino al 3 aprile 2020, delle attività produttive.

Il Decreto autorizza le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali (di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146), elencandoli esplicitamente nell’allegato n.1 al DPCM.

Tale allegato è stato tuttavia aggiornato con successivo Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 25 marzo 2020 (in allegato)

Fra le 80 attività che possono proseguire l’attività, sono comprese le seguenti produzioni e servizi:

  • Farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici: consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna
  • Prodotti agricoli e alimentari: l’intera filiera alimentare per produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di bevande e cibo
  • Servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale.
  • Baby sitter e badanti: potranno continuare a lavorare in supporto alle famiglie
  • Impianti a ciclo produttivo continuo: consentite le attività, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti.
  • Industria dell’aerospazio e della difesa: consentite le attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
  • Servizi postali e corrieri: le Poste continueranno a operare ma il servizio è garantito con un numero di uffici postali proporzionale agli abitanti di ciascun Comune.
  • Edicole e tabaccai: restano aperti. 
  • Attività bancarie, finanziarie e assicurative: in base all’Ordinanza regionale del 21 marzo tali attività devono utilizzare modalità di lavoro che favoriscano la prenotazione con appuntamenti a favore dell’utenza, in modo da evitare assembramenti
  • Strutture ricettive: l’Ordinanza regionale del 22 marzo (in parziale modifica dell’Ordinanza 514 del 21 marzo) dispone la chiusura delle strutture ricettive e l’allontanamento degli ospiti entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza, tranne nei casi specificati nel provvedimento del 22 marzo.
  • Attività professionali: l’ordinanza regionale del 21 marzo prevede la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza fino al 15 aprile.

L’elenco completo e aggiornato è quello riportato nel Decreto MiSE del 25 marzo di modifica All. codici ATECO del DPCM 22 marzo 2020.

Rimangono aperte anche le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere autorizzate, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva. Il Prefetto può sospendere le attività se reputa non sussistano le condizioni per farle operare.

Le imprese le cui attività non sono sospese devono rispettare i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

Le imprese le cui attività erano state sospese per effetto del DPCM del 22 marzo, potevano completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Alle imprese che non erano state sospese dal DPCM 22 marzo 2020 e che, per effetto del Decreto MiSE del 25 marzo, devono  sospendere la propria attività, è consentita la possibilità di ultimare le attività necessarie alla sospensione, inclusa la spedizione della merce in giacenza, fino alla data del 28 marzo 2020.

Il DPCM precisa inoltre che le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) dell’art.1 del Decreto stesso, in quanto non ritenute di pubblica utilità o essenziali, possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile (smart working).

 

Le disposizioni del DPCM si applicano cumulativamente a quelle previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020. I termini di efficacia già fissati al 25 marzo 2020 sono quindi prorogati al 3 aprile 2020.

 

 

 

Servizi della Pubblica Amministrazione garantiti

 

In base alle Ordinanze regionali del 21 e del 22 marzo le attività in presenza, e che non possono essere gestite con modalità di lavoro agile, della Pubblica Amministrazione sono sospese.

Sono garantiti comunque i servizi essenziali e di pubblica utilità:

  • anagrafe, stato civile e servizio elettorale;
  • igiene, sanità e attività assistenziali;
  • attività di tutela della libertà della persona e della sicurezza pubblica;
  • produzione e distribuzione di energia e beni di prima necessità;
  • raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e speciali;
  • trasporti;
  • protezione civile;
  • tutela ambientale;
  • servizi informatici e di rete ICT;

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già in vigore.

 

 

 

Si allegano di seguito i provvedimenti integrali.

 

 

 

 

 

 

Coronavirus: modello di autocertificazione per gli spostamenti

Per gli spostamenti consentiti dalle disposizioni del decreto ministeriale dell'8 marzo 2020, è consigliato muoversi tenendo a portata di mano questo modello di autocertificazione, compilato e firmato.

Il modello aggiornato al 26/3/2020

 

 

 

 

 

 

Infocoronavirus: various languages

InfoCoronavirus: various languages

 

 

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